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Hebron

Al centro del Paese, dove il deserto di Giudea incontra quello del Negev, nel territorio dell’Autorità Palestinese, si trova Hebron. Conosciuta in arabo con il nome di Khalil, è considerata una delle città sante dell’Islam, dopo La Mecca, Medina e Gerusalemme. Nei pressi di Hebron Dio promise ad Abramo che avrebbe avuto un figlio, e il patriarca fece di questo luogo quello di sepoltura della famiglia. 
Qui, infatti, nella moschea al-Ibrahimi si trovano le tombe dei patriarchi: Abramo e Sara, Isacco e Rebecca, Giacobbe e Lea, visitate, secondo la tradizione islamica, dal profeta Mohammad durante il suo viaggio notturno. 
La costruzione originale risale al 1500 a.C. anche se le mura di cinta vennero realizzate durante il regno di Erode e numerose strutture furono aggiunte in epoca crociata e mamelucca. Nel corso dei secoli il luogo è stato trasformato in chiesa, moschea e sinagoga. L’edificio rettangolare di 65 per 35 metri comprende anche la grotta di Makhpela e rappresenta sicuramente uno dei complessi più impressionanti di tutta la West Bank. Al suo interno si trovano le stanze con i cenotafi dei patriarchi Abramo e Giacobbe con quelli delle loro spose, decorati e ricoperti con arazzi di colore verde arricchiti da ricami con versetti del Corano. Al centro della Grande Moschea si trovano invece le tombe di Isacco e Rebecca. Il minbar, una sorta di pulpito, è in legno riccamente intagliato, risale al 1091 e venne donato alla moschea da Saladino, un secolo più tardi. Alla sua destra si trova l’ingresso medievale alla grotta di Makhpela, aperta dai Crociati nel 1119 e poi richiusa successivamente, dopo che furono esaminate le tombe dei Patriarchi.
A sud del santuario principale si trova la moschea delle Donne, a pianta ottagonale, il cui mihrab è decorato con maioliche di Kutahiya, le stesse usate sull’ingresso del santuario di San Giuseppe.
(Il complesso si visita dallw 7.30 alle 11.30, dallw 13 alle 14.30 e dalle 15.30 alle 17; chiuso il venerdì e il sabato mattina).
A Hebron si trova anche un quartiere ebraico, abitato da coloni israeliani, molti dei quali di origine americana. Hebron è infatti l’unica delle grandi città dei territori palestinesi a mantenere una presenza israeliana. La città vecchia è molto pittoresca; da vistare la zona dei tintori, molto celebre per le botteghe artigiane, così come pure i negozi di oggetti in vetro soffiato, la produzione caratteristica di Hebron che si perpetua da secoli.
 
testi di: Carla Diamanti