Monte Sion

L’attuale Monte Sion non corrisponde a quello che in antichità portava lo stesso nome. L’antico Monte Sion infatti era il Monte Moriah, dove si trovava il Tempio (attualmente conosciuto come Monte del Tempio o, per gli arabi, al-Haram as-Sharif). L’odierno Monte Sion si trova fuori delle mura, fin dall’epoca medievale. 
Si dice a tale proposito che gli architetti che costruirono la cinta muraria, le cui tombe si trovano a sinistra della Porta di Jaffa, vennero uccisi proprio perché avevano lasciato fuori dalla cinta il Monte Sion. In realtà il vero motivo della loro uccisione pare fosse da attribuire al fatto che, avendole progettate, conoscevano tutti i passaggi segreti delle mura. Zion era uno dei molti nomi con cui era conosciuta Gerusalemme e fu l’appellativo scelto anche dal movimento sionista che aveva come scopo la fondazione dello Stato di Israele ed è citato anche nell’inno nazionale. Zion probabilmente deriva dalla parola tzia, che significa deserto. Il Monte Sion è considerato sacro dalle tre religioni monoteiste. Qui infatti gli ebrei venerano la tomba di re Davide, rispettato anche dai musulmani che lo considerano un profeta, e qui i cristiani hanno identificato il luogo dell’ultima cena di Cristo e della Dormizione di Maria Vergine. 
Vi si trovano inoltre un cimitero armeno e uno greco-ortodosso, al cui ingresso è inciso il simbolo della T e della O intrecciate, come sulla tomba di Cristo, della quale gli ortodossi si considerano i guardiani.
 
La chiesa della Dormizione (aperta dalle 8 alle 12 e dalle 14.30 alle 18, domenica dalle 9.30) sorge nel luogo in cui la Vergine, secondo la tradizione cattolica, cadde nel sonno interno prima di essere assunta in cielo (per alcune congregazioni, invece, Maria venne assunta in cielo in un’altra località, situata in Turchia). Nella parte sotterranea della chiesa si trovano ancora i resti dell’edificio originario del IV secolo (si chiamava allora aghia Zion ed era riprodotta sulla Mappa di Palestina di Madaba, in Giordania). In quel periodo la chiesa era un vasto edificio che comprendeva anche la sala del Cenacolo, oggi all’esterno. Sulla costruzione originale del IV secolo venne poi aggiunta una struttura di epoca crociata (XI secolo), prima di quella attuale, risalente al 1910. 
A sinistra dell’ingresso si trova una scala che conduce al sottosuolo, dove è conservata la statua della Vergine addormentata. Intorno a essa vi sono le cappelle delle varie nazioni che sostengono la chiesa con i loro contributi.
 
La Tomba di Davide (aperta dalle 8 al tramonto) non è in realtà il vero luogo in cui è sepolto il sovrano; la tomba non è stata ritrovata, anche se le Sacre Scritture affermano che all’epoca di Cristo si sapeva dove si trovasse. La tomba attuale è probabilmente di epoca medievale, anche se non vi sono prove archeologiche a supporto di questa teoria. Al piano superiore dell’edificio in cui si trova il memoriale c’è il Cenacolo, con la sala dell’Ultima Cena (aperta dalle 8.30 alle 16, venerdì dalle 8 alle 13). Questa venne trasformata in moschea durante l’epoca mamelucca, come prova l’esistenza del mihrab, o nicchia di preghiera. Il Cenacolo è sotto la custodia dei Francescani di Terra Santa, che lo acquistarono dai Turchi nel XIV secolo.
All’esterno dell’edificio si trovano una piccola Camera dell’Olocausto (privata), in un centro di studi ebraici, e la Casa di Caifa. Questa sorgeva dove oggi si trova la chiesa di San Pietro in Gallicantu, costruita sul luogo in cui Pietro rinnegò Gesù (aperta dal lunedì al sabato dalle 8.30 alle 12 e dalle 14 alle 17; chiusa domenica).
 
testi di: Carla Diamanti