Orto di Getsemani

Il Nuovo Testamento parla dell’Orto di Getsemani come del luogo in cui Gesù fu tradito e arrestato. Il nome significa «il giardino della macina da olio», con un chiaro riferimento agli otto alberi di olivo che secondo alcuni risalgono proprio ai primi tempi del Cristianesimo. 
 
La Basilica dell’Agonia è il luogo in cui Gesù pregò la notte in cui venne arrestato conserva ancora otto alberi di olivo, considerati tra i più vecchi al mondo. Sono recintati in un giardino accanto alla chiesa di tutte le Nazioni, conosciuta anche come Basilica dell’Agonia. Il suo nome ufficiale è dovuto al contributo economico di diverse nazioni alla sua costruzione, avvenuta tra il 1919 e il 1924. La chiesa sorge su altre due di epoca precedente: la chiesa di Egeria, risalente alla fine del IV secolo e una basilica crociata della fine del XII. All’interno, notevoli sono i mosaici del pavimento e le vele delle volte che recano le insegne e le bandiere delle nazioni cui è dedicata e che ne sono benefattrici. Sembra che l’interno della chiesa sia volutamente scuro per ricordare che in questo luogo Gesù venne tradito. I 10 pilastri che separano le navate simboleggiano gli alberi di olivo abbattuti per la costruzione dell’edificio. Di fronte all’ingresso si vede la Porta d’Oro, murata, nella cinta della città vecchia.
 
La Grotta di Getsemani e Tomba della Vergine si trova ai piedi del Monte degli Olivi, sulla destra del sentiero. La chiesa venne costruita nel 1130 e da allora è affidata alla custodia di greci-ortodossi, armeni, siriani, copti e musulmani. Per questi ultimi, infatti, il luogo è sacro in quanto, secondo la tradizione islamica, nel corso del suo viaggio notturno da Medina a Gerusalemme, il profeta Mohammad si fermò per accendere una candela sulla tomba di Maria. Scendendo verso la piccola stanza con la tomba in pietra si percorre una breve galleria con le nicchie dove sarebbero sepolti a destra Gioacchino e a sinistra San Giuseppe. 
testi di: