Parco di Timna e Strada del rame

Si tratta di una delle zone più interessanti, dal punto di vista naturalistico e turistico, della valle di Arava. Copre circa 60 kmq e dista una trentina di chilometri da Eilat. Il parco, circondato da montagne di rocce sedimentarie, ha una forma a ferro di cavallo al cui centro si trova il Monte Timna, con pareti rocciose formatesi a seguito di un processo di fusione sotterranea e prodotte dal magma delle profondità del suolo. Il parco è accessibile in auto, ma è consigliabile effettuare anche percorsi a piedi, vista la bellezza del paesaggio.
All’ingresso si trova il Centro Visitatori, dove si può assistere a un video introduttivo e noleggiare un’audioguida personale (Il parco è aperto dalle 7.30 fino alle 18.30 in estate e fino alle 17 in inverno, ma è possibile effettuare visite notturne previa prenotazione; tel. 08/6316756, www.parktimna.co.il).
 
La strada del rame
L’itinerario suggerito lungo la strada del rame si può percorrere in auto e dura circa due ore e mezza.
Archi e antiche miniere: si tratta di un percorso circolare, che parte dal parcheggio. A piedi richiede circa 40 minuti seguendo le segnalazioni in blu. Si raggiungono le antiche miniere, la grotta naturale, le gallerie di estrazione e il pozzo di 37 m, il più profondo dei 10.000 pozzi della zona. L’arco di pietra naturale è una delle rare formazioni del genere in Israele.
I carri: si percorre in un breve quarto d’ora dal parcheggio. A piedi si sale lungo il fianco della montagna fino a raggiungere un’incisione rupestre raffigurante mandrie di cammelli e di struzzi, a sinistra della quale si trova la figura di un uomo e a destra quella di un carro tirato da stambecchi. Proseguendo, si raggiungono altre incisioni rappresentanti carri e figure umane. I graffiti risalgono al periodo egizio.
Il fungo e le fonderie: si percorre in una mezz’ora a piedi dal parcheggio. Qui si trova la formazione naturale più fotografata di Timna, il fungo in arenaria rossa. Accanto ad esso si trovava il campo di lavoro del XIV-XII secolo a.C., dove è ancora visibile uno dei forni originali in cui il rame veniva fuso. Il campo copriva un’area di 15.000 metri quadrati e si componeva di una parte con le abitazioni e di un’altra zona di lavoro. Sul lato meridionale del campo c’è una struttura rettangolare identificata come un tempio semitico.
La collina degli schiavi: il percorso è di una ventina di minuti. Si tratta di una delle fonderie più grandi e si trova sulla collina di fronte alle colonne di Salomone. Per raggiungerne la sommità si deve seguire un sentiero che poi conduce al sito, cui si accede da un portale fiancheggiato da due torri. Lì si trova un grande altare di pietra, oltre a grandi ammassi di scorie, causati dall’importante attività produttiva. 
Le colonne di Salomone e il Tempio della Dea Hator: si percorre in mezz’ora a piedi sempre partendo dal parcheggio. Le colonne di Salomone sono una formazione naturale dovuta all’erosione. L’azione del vento, che entra ed esce dalle fessure della roccia, produce un suono singolare. 
A destra delle colonne, una scalinata conduce a un’incisione rupestre di epoca egizia, raffigurante il faraone Ramsete III in atto di fare un’offerta ad Hator, dea delle miniere e del turchese. Dalla piattaforma di osservazione si scende poi verso il Tempio, dedicato alla dea Hator, che costituiva il luogo di culto principale di Timna. Era una struttura aperta, attorno alla quale si trovavano svariate strutture rituali, risalente alla fine del XIV secolo a.C.
Il lago: si tratta di un lago artificiale, realizzato per il ristoro dei visitatori del parco che possono avere a disposizione toilettes, camping e caffetteria, oltre a varie attività ricreative.
Chi è ben allenato nella marcia può seguire gli itinerari da tre a sette ore a piedi in varie aree del parco. Informazioni all’ingresso.
 

 

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