Shivta

Fondata dai Nabatei nel I secolo d.C. come stazione di posta, Shivta divenne presto una delle principali città del Negev. La sua massima fioritura si ebbe in epoca bizantina, quando era conosciuta come importante punto di transito di tutte le carovane che attraversavano il deserto. Con la conquista araba arrivò il declino di Shivta, che nel XII secolo era praticamente deserta. Fu riscoperta all’inizio del XX secolo.
La città venne costruita con un sistema di strade che correvano da nord fino a un ampio serbatoio. Nella parte meridionale, la più antica, si trovavano gli edifici di epoca nabatea, tra cui le cisterne alimentate da condotti in pietra per raccogliere l’acqua piovana. A nord della cisterna si trovano due chiese bizantine, mentre una terza sorgeva proprio accanto a essa. 
Quest’ultime chiese, a est del serbatoio, era la più antica e la principale, mentre quella a nord serviva come luogo di pellegrinaggio (trasformata in moschea dai musulmani). Tra il quartiere settentrionale e quello meridionale vi era il palazzo del governatore, nei cui pressi sorgeva la chiesa più recente, risalente probabilmente al VI secolo, arricchita con una splendida esedra.
 
testi di: Carla Diamanti