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Via dell’Incenso

Sulla terra desertica dell’Arabia Felix la natura fece nascere cespugli e alberi da cui i locali impararono a estrarre resine e polveri che valevano quanto l’oro. La forte domanda di spezie, incenso e mirra da parte degli imperi del Mediterraneo fece sviluppare una grande produzione e diede luogo a un intenso traffico commerciale. Fino alla fine del II millennio a.C. i preziosi carichi erano trasportati a dorso d’asino e di mulo, e dato che tali bestie non erano adatte alle interminabili traversate del deserto, le prime vie commerciali si svilupparono parallele al corso dei fiumi della Mezzaluna Fertile. Le carovane raggiungevano l’Eufrate, aggirando il deserto siriano verso nord, poi ridiscendevano lungo la valle della Bekaa, in Libano, e continuavano attraverso la Palestina fino all’Egitto.
Quando venne addomesticato il cammello, 4000 anni fa, le rotte commerciali cambiarono. La sua capacità di resistere al calore e alla carenza d’acqua provocò una vera e propria rivoluzione nel Medio Oriente. Ormai le carovane potevano attraversare i deserti e rendere il loro tragitto più breve e meno costoso: i cammelli percorrevano circa 30 km al giorno, carichi ognuno di 100 kg di mercanzie. Plinio il Vecchio, nel I secolo a.C. parlava di 65 tratte di cammello lungo i 1600 km della Via delle Spezie tra Gaza e il sud dell’Arabia, punteggiati con numerose stazioni per il ristoro di uomini e bestie. 
Il transito delle carovane portò grande prosperità alle tribù che vivevano lungo le vie carovaniere, mentre il porto di Gaza divenne una delle destinazioni principali del commercio delle spezie. All’inizio del III secolo a.C. un popolo ingegnoso cominciò a controllare tali attività e la strada lungo la quale si svolgevano. Si trattava dei Nabatei, originari della Penisola Araba, che realizzarono ingenti fortune e governarono su un impero che da Petra, loro capitale, toccava tutto il Medio Oriente. La strada che conduceva a Gaza attraversava il Negev, regione che i Nabatei trasformarono proprio grazie alla Via delle Spezie, e dove costruirono cisterne d’acqua, aree di ristoro, oltre a vere e proprie città come Avdat, Mamshit e Shivta.
Il segmento più accessibile della celebre rotta commerciale è quello che attraversa Makhtesh Ramon. L’itinerario parte dal campeggio di Be’erot in direzione di Khan Shaar Ramon. Dopo aver attraversato il letto del fiume del Nahal Ramon si incontrano le segnalazioni di un percorso per jeep. Questo sentiero può essere seguito a piedi per circa un centinaio di metri fino a un altro sentiero, sulla destra, segnalato da due file di pietre. Da qui si risale sull’auto e si prosegue per Khan Shaar Ramon.
Dal 2005 il percorso della Via dell’Incenso è diventato patrimonio mondiale dell’UNESCO.
testi di: Carla Diamanti