Ambienti naturali

La pianura
Interrotta all’altezza di Haifa da un promontorio formato dalla catena montuosa del Monte Carmelo, la pianura segue tutta la costa e, oltre il celebre porto, prosegue fino a Rosh Hanikra, al confine libanese. Si tratta di una striscia di terra, più ampia nella parte meridionale, larga circa 40 km, dove si concentrano molte delle località più densamente popolate. Dal punto di vista politico, il territorio della pianura costiera è diviso tra Stato d’Israele e Autorità Palestinese (Striscia di Gaza).


Il Rift
La zona orientale, quella che inizia al confine con la Siria e continua segnando la frontiera naturale con la Giordania, appartiene alla Grande Depressione, o Rift Valley. Si tratta di una spaccatura che attraversa per 5000 km Asia Minore e Africa orientale, prodottasi centinaia di secoli orsono a causa della deriva dei continenti. La porzione che appartiene a Israele, detta «fossa palestinese», in passato era coperta da un mare interno, di dimensioni maggiori rispetto all’attuale bacino del Mar Morto. Anche dopo il prosciugamento delle acque, parte del fondo del Rift ha continuato ad accogliere corsi d’acqua come il fiume Giordano, che collega i due grandi laghi interni, il Mar Morto e il lago di Tiberiade (o Mare di Galilea, di cui è immissario ed emissario). 
La parte nord-orientale del Rift è costituita dalla Valle del Giordano, che poi digrada nella Cisgiordania. La valle è estremamente fertile, grazie al fatto di essere ricoperta da strati alluvionali.

Le montagne
La fascia montuosa centrale comprende le colline della Galilea, della Samaria e della Giudea. In questa zona si trova anche la capitale Gerusalemme. Nella propaggine nord-orientale si trovano infine le alture del Golan, la zona siriana occupata dalle truppe israeliane nel 1967 nella quale si trova il Monte Hermon, la vetta più alta dell’Antilibano. Queste alture e quelle della Galilea digradano fino alla pianura di Jezreel e poi proseguono a sud con le colline e i monti della Samaria  e della Giudea, fino al deserto del Negev. Questa fascia che corre da nord a sud si potrebbe considerare idealmente il punto di incontro di etnie e religioni diverse. Si comincia in Galilea, sede dei primi kibbutzim, degli insediamenti di Drusi, dei villaggi cristiani e musulmani, si prosegue con Gerusalemme e si finisce con Beer Sheva, nel Negev, primo approdo di molti immigranti israeliti. 

Il deserto
La parte meridionale di Israele è occupata dal deserto. La prima fascia prende il nome di deserto di Giudea, che poi, verso sud, lascia il posto al deserto del Negev, delimitato dalla valle di Arava, al confine con la Giordania.
Il deserto del Negev, che inizia dove finiscono le catene montuose centrali della Giudea, è dominato da alture che non superano di molto i 1000 metri: tra queste l’Har Ramon (1035 m) e l’Har Saggi (1006 m).
La Valle del Giordano e il Mar Morto
Occupano la parte principale della porzione israeliana del Rift e fanno, insieme alla valle di Arava che collega Mar Morto a Mar Rosso, da confine naturale tra Israele e Giordania. La Valle del Giordano e il Mar Morto occupano il fondo della depressione che scende dai circa 210 metri sotto il livello del mare del lago di Tiberiade fino ai meno 400 del Mar Morto, punto di depressione massima dopo il quale il terreno comincia lentamente a risalire fino all’altitudine  zero di Eilat.
La Valle del Giordano, grazie alla sua fertilità, è stata uno dei primi luoghi abitato dall’uomo. Qui infatti sorsero i primi insediamenti stabili e le prime comunità organizzate. Il Mar Morto non solo è il punto di massima depressione mondiale, ma è anche il lago con il più elevato tasso di salinità (circa dieci volte più alta di quella degli oceani). Tale caratteristica si è prodotta in seguito all’evaporazione acquea dovuta all’eccessivo calore: la conseguenza è che qualsiasi corpo immerso, galleggia. 
Suo immissario principale è il fiume Giordano, che nel Mar Morto termina il suo corso. Il lago inoltre è alimentato da altri corsi d’acqua minori e stagionali che non sono in grado di fornire apporti idrici significativi. Nessun emissario riesce a risalire il dislivello e a raggiungere il mare. Il Mar Morto è inoltre privo di ogni fonte di vita - flora o fauna - proprio a causa della forte salinità. 
L’evaporazione e la consistenza dell’acqua rendono difficili le misurazioni di profondità che quindi, con maggiore o minore precisione, risultano sempre approssimative. Nel complesso il lago ha una estensione di circa 1000 chilometri quadrati, corrispondenti a 75 km di lunghezza e 15 di larghezza. 
I fondali ricoperti di fango e il sale accumulatosi a seguito dell’evaporazione costituiscono una delle principali fonti di ricchezza. Le proprietà dei fanghi e del sale infatti sono molto apprezzate per il trattamento di disturbi circolatori e per le malattie della pelle. La sua importanza economica, comunque, è legata non solo allo sfruttamento terapeutico, ma anche all’estrazione di potassio, gesso e sale.

Le acque interne
Oltre al fiume Giordano, ai suoi scarsi affluenti e al fiume Yarkon, che scorre a 15 km da Tel Aviv, Israele è bagnato dalle acque del lago di Tiberiade (o Mare di Galilea), che si trova circa 200 metri al di sotto del livello del mare e che è alimentato dal Giordano. Il fiume che ha battezzato i primi cristiani e che nasce nella catena dell’Antilibano, al confine tra Libano e Siria, ha una portata irregolare ed è alimentato da affluenti stagionali. 
Il sinuoso Giordano si snoda in una zona che inizia in montagna e che termina 400 metri al di sotto del livello del mare, nel Mar Morto. Poco adatto all’agricoltura, ha richiesto una serie di interventi in grado di renderlo più facilmente utilizzabile per l’irrigazione. Per questo motivo in Israele si ricorre alle acque irrigue dello Yarkon e del lago di Tiberiade, le cui acque, dal 1950, vengono convogliate attraverso un canale fino alle terre del deserto del Negev. 
Lo Yarkon nasce nella biblica Tell Afek e si getta nel mare a nord di Tel Aviv. In epoche remote segnava il confine naturale tra i territori delle tribù di Dan ed Ephraim, che hanno lasciato tracce dei loro insediamenti lungo le sue sponde.
 
Terme e sorgenti
Due sono le aree in cui sono sorti centri termali, destinati non solo a chi voglia trascorrere vacanze rilassanti e rigeneranti, ma anche a chi avesse bisogno di vere e proprie terapie per la cura di malattie della pelle e non solo. Si tratta della zona del lago di Tiberiade e di quella del Mar Morto, che si trovano rispettivamente a circa 200 e 400 metri sotto il livello del mare.